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Petrarca, Arcimboldo, Da Ponte, Casanova: gli italiani di Praga

Sette secoli di connazionali illustri passati da qui

Sezione
Praga italiana
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3 minuti
Pubblicato
08/10/2026
Il Teatro degli Stati, dove nacque il Don Giovanni
Il Teatro degli Stati, dove nacque il Don Giovanni. Foto VitVit, CC BY-SA 4.0

Quando racconto la Praga italiana parto sempre da una domanda: chi sono gli italiani più famosi che sono passati di qui? La risposta sorprende tutti, perché la lista è lunga e piena di nomi da libro di scuola.

Il Trecento: Cola di Rienzo e Petrarca

Nel Trecento Praga è la capitale di Carlo IV, re di Boemia e imperatore, l'uomo che fonda l'università e fa costruire il ponte che porta il suo nome. La sua corte attira chi ha bisogno di un imperatore. Nel 1350 arriva Cola di Rienzo, il tribuno che aveva sognato di restaurare la grandezza di Roma: viene a chiedere a Carlo di scendere in Italia. Pochi anni dopo, nel 1356, è la volta di Francesco Petrarca, in missione diplomatica per i Visconti. Petrarca e Carlo IV si scrivevano da tempo: il poeta rimproverava all'imperatore di non occuparsi abbastanza dell'Italia.

Il Cinquecento: Arcimboldo alla corte di Rodolfo

Due secoli dopo, la corte di Rodolfo II è un mondo a parte: alchimisti, astronomi come Keplero e Tycho Brahe, collezioni di meraviglie. Il pittore di corte è un milanese, Giuseppe Arcimboldo, famoso per i ritratti composti da frutta, verdura, fiori e animali. Il più celebre è proprio un ritratto dell'imperatore nei panni di Vertumno, il dio delle stagioni, fatto di pere, mele e spighe. Rodolfo, a quanto si racconta, lo adorava.

Il Settecento: Da Ponte, Mozart e il Don Giovanni

Questa è la mia storia preferita. Il 29 ottobre 1787, al Teatro degli Stati di Praga, va in scena per la prima volta il Don Giovanni di Mozart. Il libretto, in italiano, è di Lorenzo Da Ponte, veneto di Ceneda (l'odierna Vittorio Veneto). Praga amava Mozart più di Vienna, e il successo fu enorme.

Il teatro esiste ancora, quasi identico, ed è uno dei pochissimi in Europa in cui Mozart ha diretto di persona. Vedere il Don Giovanni proprio lì, cantato nella nostra lingua, è un'esperienza che consiglio a chiunque.

Casanova, bibliotecario in Boemia

Negli stessi anni un altro veneziano si trova in Boemia: Giacomo Casanova. Passò gli ultimi tredici anni della sua vita come bibliotecario del conte Waldstein nel castello di Duchcov, nel nord del paese, ed è lì che scrisse le sue celebri memorie. Morì a Duchcov nel 1798. Secondo alcune ricostruzioni era a Praga nei giorni della prima del Don Giovanni e conosceva Da Ponte. Mi piace immaginarli seduti nello stesso teatro, due avventurieri veneti lontani da casa.

Il Novecento: Ripellino e la "Praga magica"

L'ultimo nome è quello che ha fatto innamorare di Praga generazioni di lettori italiani: Angelo Maria Ripellino, slavista, poeta e professore. Nel 1973 pubblica da Einaudi Praga magica, un libro che non è una guida e non è un saggio, ma un viaggio visionario nella città di alchimisti, golem, poeti e burattini. Se dovessi consigliare un solo libro da leggere prima di venire qui, sarebbe questo.

Da Petrarca a Ripellino, insomma, gli italiani a Praga non sono mai stati turisti di passaggio. Hanno scritto, dipinto, costruito e cantato questa città.