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Dieci curiosità su Praga che le guide non raccontano

Defenestrazioni, golem, un ponte palindromo e un dolce che di ceco ha poco

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Storia e curiosità
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Pubblicato
11/10/2026
Il Ponte Carlo con le sue statue
Il Ponte Carlo con le sue statue. Foto Uoaei1, CC BY-SA 4.0

Dopo anni passati qui, ho una piccola collezione di storie che tiro fuori quando arrivano amici dall'Italia. Alcune sono storia vera, altre leggenda, e lo dico ogni volta. Ecco le mie dieci preferite.

1. Il ponte del numero magico

Secondo la tradizione, la prima pietra del Ponte Carlo fu posata il 9 luglio 1357 alle 5:31 del mattino. Scritto in fila, 1357 9 7 5 31, il numero si legge uguale nei due sensi. Carlo IV credeva nell'astrologia e la data sarebbe stata scelta apposta. Prove certe non ce ne sono, ma la storia è troppo bella per non raccontarla.

2. Qui si buttano i politici dalla finestra

I praghesi hanno una specialità storica: la defenestrazione. Nel 1419 una folla hussita getta dalle finestre del municipio della Città Nuova alcuni consiglieri. Nel 1618 i nobili protestanti buttano dalla finestra del Castello due luogotenenti imperiali e il loro segretario, che sopravvivono atterrando, pare, su un mucchio di letame. Quell'episodio è considerato la scintilla della Guerra dei Trent'anni.

3. L'orologio astronomico ha più di seicento anni

L'orologio astronomico del municipio della Città Vecchia risale al 1410 ed è uno dei più antichi ancora funzionanti al mondo. La leggenda dice che il suo costruttore fu accecato perché non potesse farne un altro altrove. È una leggenda appunto, e la si attribuisce di solito a un orologiaio più tardo. Ma quando lo guardate scoccare l'ora, con gli apostoli e lo scheletro che suona la campanella, pensate a quanti secoli ha visto.

4. Il Golem dorme in soffitta

Nel quartiere ebraico si racconta che il rabbino Jehuda Löw, nel Cinquecento, abbia modellato con l'argilla della Moldava un gigante, il Golem, per difendere la comunità. Quando il Golem divenne incontrollabile, il rabbino lo disattivò e ne nascose i resti nella soffitta della Sinagoga Vecchia-Nuova. La soffitta non è visitabile, e la leggenda vuole che sia meglio così.

5. Il trdelník non è ceco

Lo vedrete ovunque in centro: il cilindro di pasta arrotolata e cotta allo spiedo, spesso farcito di gelato. Lo vendono come "dolce tradizionale ceco", ma non lo è. Ha radici nell'Europa centrale (in Slovacchia e in Ungheria ci sono versioni simili) ed è diventato onnipresente a Praga solo con il turismo di massa. Mangiatelo se vi va, ma sappiate cosa state mangiando.

6. Il più grande castello del mondo

Il Castello di Praga è spesso indicato come il più grande complesso castellano antico del mondo. Non è un edificio unico ma una piccola città: palazzi, chiese, cortili, giardini e la Viuzza d'Oro con le sue casette colorate.

7. Kafka abitò anche nella Viuzza d'Oro

Al numero 22 della Viuzza d'Oro, una delle casette minuscole sotto le mura, Franz Kafka ebbe per un breve periodo uno studio, tra il 1916 e il 1917, preso in affitto dalla sorella. Pensate a uno dei più grandi scrittori del Novecento che scrive in una casa grande quanto un garage.

8. Una via larga quanto una persona

A Malá Strana, vicino al Ponte Carlo, c'è una viuzza così stretta che ha un semaforo pedonale: quando è verde passate, quando è rosso aspettate che arrivi chi viene dall'altra parte. Porta a un ristorante sul fiume.

9. La torre della TV con i bambini

La torre televisiva di Žižkov, alta oltre duecento metri, è stata a lungo votata tra gli edifici più brutti del mondo. Poi l'artista David Černý ci ha attaccato sopra delle grandi sculture di bambini senza volto che "gattonano" lungo il fusto, e oggi è amatissima.

10. La Moldava non si chiama Moldava

Per i cechi il fiume si chiama Vltava. "Moldava" è il nome tedesco, Moldau, che noi abbiamo adottato. Se lo chiedete a un praghese, usate Vltava: apprezzerà.